Portogallo on the road: parte 3

Lasciamo Lagos e ci dirigiamo a uno dei simboli del nostro viaggio in Portogallo: Cabo de Sao Vicente. Situato all’estremità sud occidentale del paese, è parte integrante del meraviglioso Parque Natural do Sudoeste Alentejano e Costa Vicentina. Dapprima diamo un occhio alla fortezza di Sagres, meritevole non tanto per la costruzione militare in se ma per la vista magnifica sul capo. Curioso l’incontro con un pescatore locale: in questa zona si pesca dalle scogliere alte 35 m! Per far ciò serve anche un pizzico di coraggio ed equilibrio, considerata l’altezza e soprattutto l’esposizione.

L’appuntamento clou della giornata è il tramonto al Cabo, che è spazzato da un vento freddo intenso. Molte persone si sono date appuntamento, per ammirare il sole che sembra scomparire nell’oceano dipingendolo di diverse tonalità di rosso. E’ veramente un emozione forte e indescrivibile. Passiamo la notte nei pressi del capo stesso, dove il vento ci culla nel sonno.

Iniziamo la risalita verso nord. Questa zona è famosa e frequentata dai surfisti: infatti ne troviamo parecchi accampati a ridosso delle spiaggie. Approfittiamo della splendida Praia do Amado per ammirarli da vicino.

E’ una regione completamente diversa dall’Alagarve: nessuna cementificazione massiva, massima cura della natura. Le scogliere e le spiaggie si susseguono creando palcoscenici unici. Ogni tanto qualche paesino spezza questo connubio perfetto. Uno di questi è Vila Nova de Milfontes, adagiato sonnacchioso sul Rio Mira. La sosta libera è tollerata e soprattutto in questa zona qualcosa di magico… ci regaliamo un altro tramonto da togliere il fiato nella Praia do Malhao.

Siamo nell’Alentejo, famoso soprattutto per avere al suo interno la splendida Evora. Prima di visitarla facciamo una puntata poco più a sud: lo scenario cambia, il paesaggio diventa brullo e la monotonia è spezzata di tanto in tanto da qualche paesino di poche case. Il caldo aumenta e ora compendiamo bene il motivo per cui è una zona ad alto rischio di incendi.

Entradas e Mertola sono due borghi che meritano sicuramente una sosta. Il primo in cui ci siamo solo noi e un ragazzo italiano che passa le sue vacanze in bicicletta è caratteristico per le belle viuzze che lo compongono; il secondo ha la parte antica ben conservata dominata dal castello.

Dicevamo Evora. Dichiarata patrimonio dell’Unesco ne capiamo ben il motivo passeggiando senza meta per il suo centro, racchiuso da mura. La cattedrale e la vista dalla sua torre meritano la visita, così come la curiosa e tetra cappella delle ossa: è ricoperta di ossa umane! Il monito all’ingresso fa rabbrividire: “le nostre ossa ci sono già, aspettiamo le vostre”.

Finalmente torniamo verso il maredirigendoci verso Setubal. Prima però una sosta è d’obbligo ai megaliti che si trovano a nord di Evora, nel complesso di Almendres.

Setubal si rileva una sorpresa: il centro è molto originale, con i suoi vicoli stretti e le sue case decadenti. Il turismo di massa non è ancora arrivato e si nota, e forse proprio per questo è una cittadina molto affascinante. Essa è famosa per la popolazione di delfini che vive poco lontano dalle sue coste, nell’estuario del fiume Sado. Parecchie sono le escursioni in barca che permettono di avvistarli e non ci facciamo sfuggire questa occasione.

A ovest di Setubal inizia il Parque Natural de Arrabida, che termina a Cabo Espichel: un luogo desolato, sferzato dal vento, dove c’è un vecchio monastero. Particolarità della zona è il ritrovamento di orme di dinosauri, ben visibili da una passeggiata di pochi minuti. Non ci facciamo sfuggire l’occasione di passare una notte in questo luogo quasi mistico.

Portogallo parte 1
Portogallo parte 2
Portogallo parte 4
Portogallo parte 5
Portogallo parte 6

Autore dell'articolo: Simone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.