Portogallo on the road, parte 4

Lisbona merita un capitolo a se stante.

E’ una città affascinante, disordinata che sembra nutrirsi di questo “caos organizzato”. La cosa che ci ha sorpreso è la marcata differenza tra i suoi quartieri centrali. Sono completamente diversi gli uni dagli altri: dall’organizzazione stradale, ai suoni, ai negozi e alle insegne degli stessi, ai suoi abitanti.

Sicuramente quello che più ci ha attratto è il barrio di Alfama. E’ un intreccio di vicoli, con scalinate, piazzette, traverse e punti ciechi. I suoi abitanti possiamo dire che vivono in strada: siedono davanti al portone di casa (passate ovviamente le ore centrali della giornata) guardando con poco interesse il via vai dei turisti; parlano da un balcone all’altro dei propri affari e di pettegolezzi; i bambini giocano in strada senza essere controllati da nessuno. E’ uno spaccato di vita vera della gente che ci abita.

La sera, appena il sole se ne va e la temperatura cala, queste vie si animano improvvisamente: si sentono le cantanti di fado, il vociare aumenta, i ragazzini sfrecciano in bicicletta, i locali si riempiono… il tutto mescolato dagli odori dei cibi. Uno spettacolo unico.

Lisbona certo ha molto altro da offire, senza voler sostituire una buona guida cartacea come non ricordare lo splendido Barrio Alto o la più turistica Baixa, senza dimenticare il quartiere di Belem.

Certamente siamo sicuri che per assaporare la magia di questa capitale tre giorni sono pochi, bisognerebbe averne qualcuno in più per vedere più volte, ad orari diversi, gli stessi luoghi e gli stessi angoli di cui dispone.

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Autore dell'articolo: Simone

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