Fulltimers: Max & il Vecio

Intervista a Max che con il “Vecio”, sta realizzando il suo sogno: vivere da fulltimers.

Ciao Max. Il tuo stile di vita è il sogno di tanti di noi. Da dove nasce la scelta di fare il fulltimers?

Ciao! Intanto grazie mille per avermi contattato e un saluto a tutti i tuoi lettori.

Allora da dove posso iniziare… sognavo questo tipo di vita già una ventina di anni fa, quando ancoraMax, fulltimers in Italia non andava di moda, almeno in Italia, parlare di vanlife o fulltimers: Le informazioni non circolavano come oggi nell’era del web. Ritengo invece che la diffusione del digitale contribuirà nei prossimi anni ad un forte aumento delle persone che opteranno per questo stile di vita.

Ma torniamo al mio passato: purtroppo il mio sogno non poteva essere esaudito facilmente a causa della burocrazia italiana che non mi permetteva di acquistare un vecchio pullman, trasformarlo in camper e viverci. Quindi mi “accontentavo” di ogni momento libero per godermi questo tipo di vita, grazie ad un vecchio camper su base fiat 238. Grandi ricordi di quegli anni e di quel mezzo mi accompagnano tutt’ora!

Dovetti poi rinunciare anche al camper per varie dinamiche della vita… ed arriviamo ai giorni nostri in cui sono riuscito ad esaudire questo vecchio sogno, tenuto per troppo tempo nel cassetto, e solo dopo ad alcune vicende negative che il mio percorso di vita mi ha riservato.

Circa 5 anni fa avevo una vita tranquilla: una famiglia, il lavoro e i miei viaggi in solitaria. Ma poi, come spesso capita, in un attimo tutto cambia. Dapprima la perdita del lavoro, poi la famiglia che si divide e infine il crack finanziario.
E l’arrivo del tunnel della depressione: le mie giornate fatte di letto e divano, uscendo di casa il meno possibile. Poi una mattina, come per magia, ho avuto la forza di reagire e riprendere la mia vita in mano e fare quello che mi è sempre piaciuto: lavorare quel tanto che mi bastava per poter viaggiare e vivere on the road.

Il vecio, panoramaLa prima fase di quel progetto fu quello di completare l’allestimento della mia Panda come se fosse un mini camper: ho così girato in Europa con grandi soddisfazioni.
Poi, storia dei giorni nostri, sono passato al Vecio – il nome del mio van – e, dopo 5 anni posso finalmente dire di essere riuscito ad esaudire quel vecchio sogno del vivere on the road.

Ecco come è iniziato il tutto. Come si dice? Nella vita si chiude una porta e si apre un portone e la vanlife o il fulltimers sono stati il mio “portone”, grazie al cielo.

Cosa ti piace maggiormente di questo stile di vita?

Sinceramente, non trovo delle negatività. Penso che questo stile di vita faccia parte nel mio DNA, perché pochi sarebbero disposti a vivere dentro un vecchio van auto attrezzato. Io invece in questi pochi metri ho tutto quello ciò che mi serve: ogni giorno un posto nuovo dove vedere un panorama diverso, possibilmente al mare, se non sono impegnato in qualche città italiana per il lavoro. Rimango sempre affascinato dai suoi suoni e colori. Inoltre gli incontri che si fanno lungo la strada mi arricchiscono sempre come persona.

Ma la cosa che preferisco è il fatto che per tante ore della giornata sono all’aria aperta, infatti, quest’anno ho iniziato a praticare 3 discipline sportive: la slackline, il sup e, da ultimo, ho appena finito un corso di kite surf. E così ci ho guadagnato anche in salute: qualche anno fa ero arrivato a pesare 100 kg oggi invece oscillo dai 82 ai 86 kg. Direi ottimo no?
Quando non sono impegnato in queste attività mi piace scoprire luoghi; grazie alla tecnologia che ho disposizione, scatto parecchie foto ed giro altrettanti clip video che poi monto per il mio canale Youtube! Anzi ne approfitto per segnalarlo, nel caso vogliate seguirmi: www.youtube.com/max18447.
Quindi non c’è una sola cosa che mi piace, quello che posso dirti con certezza è che questo stile di vita è una figataaaaaa!!!!!

Non ti è mai capitato di sentirti solo, di aver nostalgia di casa?

Solamente qualche anno fa, quando stavo facendo un viaggio con il quad. Era l’estate del 2008 con destinazione Capo Nord: volevo mollare il viaggio, ma grazie al cielo non è successo.

Non mi è mai più capitata una sensazione del genere anche perché ormai i social ti consentono di non sentirti mai solo: qualche amico lo trovo sempre, anche solo per un saluto.

La domanda ci sorge spontanea: come fai a mantenere, economicamente, questo stile di vita?

Domanda più che lecita direi: senza un minimo di soldi non si va da nessuna parte. Ho due attività:Max, vanlife e slup la prima, come freelance nel settore video, mi porta in giro per l’Italia e l’Europa. Poi ho anche una piccola attività commerciale che riesco a gestire anche on-line: queste mi permettono di finanziare i miei giri.

E poi bisogna considerare che il mio stile di vita mi consente di risparmiare un sacco di soldi: non ho vizi; compro abbigliamento solo in caso di necessità; non frequento locali; non ho pacchetti televisivi ecc.
A questo punto può essere lecita la riflessione: “ma che vita triste, fatta di rinunce”.  Ma credetemi non mi pesa per niente perché ho la possibilità di seguire questo stile di vita, che mi regala molte emozioni e grandi ricordi. Queste sono cose che mi restano dentro per sempre e sono il modo migliore per spendere i pochi soldi che ho. Comunque il mio stile di vita non costa molto come si potrebbe invece pensare: per farvi un esempio nel mio tour estivo, facendo 2000 km, ho speso 550€. Non male direi.

Quali consigli dai a chi vuole intraprendere questa strada?

Non esiste una formula magica. Il voler intraprendere questo stile di vita deve venirti da dentro: ci vuole innanzitutto curiosità per quello che c’è fuori dalla nostra zona di comfort e una mentalità molto aperta per cogliere le opportunità che possono capitare.

In questi anni ho visto tante persone cambiare vita per buttarsi in quella da fulltimers: ognuno ha le proprie motivazioni e i propri desideri e, per il momento, ancora nessuno è tornato sui propri passi. Vi possono testimoniare la serenità e felicità riscontrata negli occhi di tutti. I piccoli disagi che si affrontano sono compensati largamente dai pregi del nostro vivere viaggiando. Il mio consiglio è che se nel vostro io sentite il richiamo della strada, della libertà, del fatto di rallentare leggermente i ritmi di questa vita sempre più frenetica, BUTTATEVI! Pianificate bene il tutto e via; sono sicuro che non tornerete indietro. E anche se fosse non avrete i rimpianti per non averci provato e avrete sicuramente fatto un ottima esperienza di vita che vi avrà reso persone migliori.

Qual è l’episodio più curioso che ti è capitato? E quello in cui ti sei sentito più in pericolo?

Il vecio, fulltimersQuesta è una domanda impegnativa, mi è veramente difficile rispondere. Per iniziare parlo della seconda parte, quella del pericolo. Sinceramente non la sento questa sensazione in quanto dopo anni, con le varie esperienza fatte, nasce dentro di sé una sorta di “auto-protezione”. Se nel luogo in cui arrivo qualcosa non mi convince vado avanti. Per esempio durante il mio tour estivo solo una sera mi sono sentito a disagio: nell’area di sosta a Porto in Portogallo. Dopo 4 ore che ero lì sono arrivate una decina di auto con roulotte targate Francia a prendere posto. Fin qui niente di male ma dopo averli sentiti parlare tra loro ed averli visti, ho preferito mettere in moto il Vecio e spostarmi di qualche km. Il mio istinto lì mi ha detto: Max alzati e vai”. Quindi, occorre sempre stare con gli occhi aperti.

Finora grazie al cielo non è successo nulla, e questo mi rendo conto non essere scontato dato gli episodi che si sentono.

Invece per quanto riguarda un episodio curioso, tra i tanti che il vivere viaggiando ti regala viVanlife, Max e sup racconto questo.  Viaggiando sulla statale da Venezia verso Trieste, al rientro dalla Spagna, mi sono ritrovato imbottigliato in una lunga colonna. Snervante viaggiare a 15/20 km orari dopo avere fatto 500 km. Ma che sorpresa scoprire che a rallentare il traffico era una carrozza trasformata in casa trainata da due cavalli proveniente dall’est Europa.  Incredibile quello che si può incontrare mentre si viaggia.
Come spero di avervi trasmesso, questo stile di vita mi ha regalato solo esperienze belle: peccato l’abbia iniziata da poco. Per salutarvi vi auguro che, nel caso anche voi decidiate di intraprenderla, siate fortunati come lo sono stato io. Ciao, ciao a tutti.

Max & il Vecio




Autore dell'articolo: Simone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.