Parco Regionale Veneto del Delta del Po

Villaggi di pescatori nella natura incontaminata delle lagune: l’incanto del Delta del Po.

Nella primavera dello scorso anno abbiamo avuto l’occasione di trascorrere uno splendido fine settimana nel Parco Regionale del Delta del Po, in Veneto: siamo rimasti affascinati da queste zone dove il tempo sembra essersi fermato.

Il nostro itinerario parte da Mesola: arrivati la sera tardi ci sistemiamo nella comoda area di sosta cittadina, a due passi dal centro. L’indomani ci dirigiamo alla scoperta di questo borgo, che è sul confine tra l’Emilia Romagna ed il Veneto. Il castello estense, in ottimo stato di conservazione, domina il centro cittadino.

Delta del PoPartiamo, con il camper, alla volta della Riserva Naturale Bosco della Mesola. E’ la più estesa area boscosa della provincia di Ferrara ed è un piacere scoprirla a piedi (c’è la possibilità di fare i vari percorsi anche in bicicletta). Gli itinerari segnalati permettono di avvistare alcuni “abitanti” della riserva: daini e cervi.

Ci rimettiamo di nuovo in marcia ed il paesaggio cambia in modo repentino: ora è piatto, senza riferimenti e solo in lontananza si scorge qualche isolato albero. Raggiungiamo l’estremità meridionale del parco, l’argine del Po di Goro.

Goro è un piacevole paese di pescatori, con un porto nel pieno dell’attività: sono numerose le imbarcazioni che lo popolano e che si dedicano alla pesca della vongola, vera eccellenza di queste parti.

A pochi chilometri da Goro sorge Gorino. Il piccolo paese ha uno splendido porto con area di sosta annessa. Noi ne approfittiamo per programmare una gita in barca alla scoperta della sorprendente Sacca di Goro. E’ un ampia laguna racchiusa tra il Po di Goro ed il Po di Volano ed è famosa per la produzione di molluschi che trovano, in questi fondali sabbiosi, terreno fertile per svilupparsi. E’ interessante sia il susseguirsi di paesaggi, sia l’incontro con l’avifauna che popola queste zone, tra cui l’airone cenerino, lo svasso ed il cormorano.

Ci lasciamo alle spalle la laguna e incontriamo il primo “ponte di barche“. Si tratta di un ponte costruito da chiatte che sostengono la carreggiata, una vera particolarità della zona. In camper è una vera emozione attraversarlo e sentire, sotto le gomme, lo scricchiolio delle assi di legno che lo compongono.

Proseguiamo immersi in questo paesaggio unico: è piacevole guidare immersi in questa particolare atmosfera creata dal connubio do acqua e terra. Siamo ora nella Sacca degli Scardovari, altra zona famosa per la molluschicoltura.

Ultima tappa di oggi è la spiaggia della Barricata, dove sostiamo per la notte. Il litorale è un selvaggio lembo di terra collegato alla terraferma da un ponte pedonale: passeggiamo tra i legni portati a riva dal mare.

Il nostro weekend sta volgendo al termine, e dopo una notte fresca e tranquilla, percorriamo agevolmente il tratto di strada che ci separa dal villaggio dei pescatori di Pila. E’ un susseguirsi di baracche appoggiate le une alle altre. Ognuna ha il suo pontile che le collega direttamente al mare, e sono tutt’ora attive: un luogo quasi surreale, che descrive perfettamente la dura vita dei pescatori.

Una quindicina di chilometri ci separano dalla spiaggia di Boccasette: un isolotto di sabbia bianca collegato con un ponticello alla terraferma. Nel parcheggio adiacente è permessa la sosta notturna ai camper.

Si conclude la nostra scoperta di questo angolo d’Italia, forse poco conosciuto e frequentato, ma in grado di regalare emozioni inaspettate e coinvolgenti.

Autore dell'articolo: Simone

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