Un grande viaggiatore: Giuseppe Ghiani

Russia, India, Nepal, Pakistan: sono solo alcuni degli stati toccati da Giuseppe ed il suo fedele camper.

Dopo l’interessante intervista a Max, oggi è la volta di un “grande viaggiatore“: Giuseppe Ghiani, in arte Cruiser. Classe 1981, vive dal 2016 a Stoccolma dove lavora nel dipartimento ricerca e sviluppo di una grande azienda automotive.

Cruiser a Nordkapp in invernoQuando e da cosa nasce la tua passione per i viaggi?

L’interesse è dovuto probabilmente alla condizione di insularità: essendo nato in Sardegna, dove ho vissuto fino al 2004, fin da piccolo ascoltavo con curiosità e invidia le esperienze di conoscenti che andavano fuori dall’isola.
Nel 1994 finalmente esco dalla Sardegna per andare a trovare i miei parenti nel nord della Germania. Nonostante le differenze notevoli con i miei ambienti abituali, trovo la cosa talmente interessante e da allora ogni pretesto è buono per andare all’estero.
Il vero salto di qualità però lo faccio nel 2008, quando finalmente mi procuro un camper e decido di inaugurarlo con un viaggio in Tunisia.

Perchè hai deciso di viaggiare da solo?

Essendo single, scelgo di viaggiare da solo piuttosto che stare a casa da solo! La verità è che per me è più facile da solo che in gruppo, soprattutto quando vado in paesi lontani.

Non hai mai avuto paura di viaggiare solo?

Sì, ma non più di quella che avrei a viaggiare in compagnia. Tuttavia è bene avere paura: si sta più all’erta.

Quali sono le mete che più ti affascinano?Rifornimento camper in Uzbekistan

Posti che sono fuori dai classici itinerari turistici perché poco attrezzati o perché ritenuti erroneamente pericolosi: i Balcani li ho sempre trovati interessanti, così come la Russia, e ci sono andato più volte. Anche il medioriente non è da meno, e l’ho frequentato fino a quando le cose non si sono messe veramente male con il conflitto siriano. I paesi tra Turchia ed Egitto si raggiungono in pochi giorni di guida e si possono visitare durante le normali ferie estive. Inoltre sono ricchi di punti d’interesse. Sto aspettando che la situazione in Iraq si tranquillizzi per poter fare un giro in quel paese.

Qual’è il viaggio che ricordi come più avventuroso?

Mongolia in camperPremesso che non credo che esistano più viaggi letteralmente avventurosi, quello con più incognite l’ho fatto nel 2010, toccando India e Nepal. Fu molto impegnativo, sia nella preparazione che sul campo. Tra Pakistan e India ho beccato un monsone storico, ed è stata una lotta contro il fango e gli allagamenti. Volevo andare fino ai passi carrozzabili più alti del mondo, nel Kashmir indiano, ma dovetti fermarmi molto prima. Le strade a nord di Manali infatti erano chiuse per le frane. Allora mi sono voluto consolare andando in Nepal e ho fatto una tirata pazzesca. Quando ho parcheggiato il camper a Kathmandu mancavano 10 giorni alla fine delle ferie, e più di 10 mila chilometri di strada. Allora iniziarono i veri guai.

Quale sarà il tuo prossimo viaggio?

Nel 2018 vorrei tornare in Russia per visitare Mosca, e fare qualche tappa in Bielorussia. Mi incuriosiscono anche Romania e Moldavia.

Album fotografici di Giuseppe Ghiani

Autore dell'articolo: Simone

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