Vita da fulltimers: Armando Costantino

Vanlife: intervista ad Armando, che con la sua compagna Mel, ha intrapreso questo fantastico stile di vita

Chi è Armando Costantino? E’ uno dei fulltimers più famosi e seguiti d’Italia. Pochi giorni fa ha pubblicato, tramite il suo canale Westfalia Digital Nomads il film “VANLIFERS: Portrait of an Alternative Lifestyle“. Questo suo movies, che siamo certi sarà una pietra miliare nell’ambiente, spingerà altri sognatori a seguire le sue orme e a fare stesso passo. E’ un lavoro enorme: anni di riprese per un lungometraggio dalla durata di 68 minuti, tradotto in ben 5 lingue. Dopo l’intervista e i racconti di “Max e il Vecio“, siamo onorati ed anche un pò emozionati di avere sulle nostre pagine un altro grande personaggio, che sta segnando indelebilmente il movimento della “vanlife“.

Ciao Armando e benvenuto. Ti confido che ho ancora negli occhi e nelle orecchie le immagini e le parole del tuo splendido film. E’ un lavoro, mi permetto di dire, grandioso, enorme e unico nel suo genere. Ci racconti da dove nasce questo progetto?

Fulltimers, Armando CostantinoQuesto progetto nasce nel 2014, dopo gia’ due anni di vita “on the road”. Durante il nostro viaggio perpetuo abbiamo conosciuto molti altri viaggiatori e abbiamo cominciato a registrare qualche prima intervista. Successivamente si e’ sviluppata l’idea del film per fare un po di chiarezza su quello che viene definito il movimento “vanlife”. In generale l’idea era di mettere insieme testimonianze di viaggiatori con diversi background e situazioni: coppie, lupi solitari e famiglie. Alcuni degli intervistati li abbiamo incontrati casualmente durante il nostro viaggiare, mentre con altri eravamo gia’ in contatto tramite social. Volevo un film che potesse ispirare chi gia’ viaggia e anche chi sogna di viaggiare. Un film che eliminasse ogni scusa che molte persone inventano per non viaggiare. Un film senza troppi filtri, con testimonianze di persone come tutti noi. Un film dove ognuno puo’ trovare un punto di connessione. Sono molto felice di esserci riuscito.

Ventiquattro ore dopo la sua pubblicazione siamo già ad oltre 3000 visualizzazioni: pensavi di avere un successo del genere?

No, non mi aspettavo questo risultato e sinceramente il film non e’ nemmeno nato con questoTramonto, vanlife intento. Chi segue le nostre avventure da anni sa’ che la nostra filosofia e’ quella di aiutare e consigliare tutte le persone che hanno interesse ad avvicinarsi a questo stile di vita. Il film e’ il riflesso di questa nostra filosofia. Non solo le visualizzazioni, ma sopratutto i commenti e feedback positivi, hanno “pagato” il tempo, la passione e l’amore che abbiamo dato per questo progetto. Qualcuno ha gia’ detto che potrebbe diventare un cult all’interno della nostra community. Personalmente e’ un progetto che nasce dall’amore e la passione di condividere, di far parte e di aiutare una community invece, come sta succedendo, di sfruttarla.

Pensi che possa “segnare una via”, cioè invogliare quelli vorrebbero fare questa scelta ma sono ancora indecisi o dubbiosi?

Diciamo che e’ il mio intento. Lo abbiamo fatto con diverse persone che ci hanno contattato in passato, per avere una conferma da parte nostra che questo stile di vita e’ possibile. Ci sono sempre molti dubbi e indecisioni e VANLIFERS e’ nato proprio per dare quella piccola spinta prima di intraprendere un viaggio. Ogni volta si cercano scuse per non fare quel passo decisivo. Il lavoro, la famiglia, gli impegni…sono sempre dell’idea che se si vuole “veramente” fare qualcosa per la propria vita basta avere la voglia. Il cambiamento non e’ facile da assimilare per noi umani, ma non e’ impossibile. L’uomo alla fine e’ da piu’ di duemila anni che si “adatta”.

Raccontaci un po’ di te: la tua scelta di vita, i tuoi progetti, e se hai altre idee per nuovi film.

Van VolkswagenIo nasco come regista. Ho lavorato molti anni all’estero in pubblicita’, cinema e televisione. Nel 2012, dopo una lunga esperienza all’estero, ho deciso fosse arrivato il momento di utilizzare le mie “skill” durante il viaggio. Il mio lavoro deve essere alimentato dalla conoscenza e quella che accumulo durante un viaggio e’ immensa. Dopo avere “svenduto” i miei pochi averi (quelli che mi tenevano a terra), sono riuscito a mettere quello di cui avevo bisogno in uno zaino. Il passo successivo e’ stato di partire. Il furgone (Mork) e’ apparso casualmente davanti ad un ostello a Praga. Una settimana dopo ero il nuovo proprietario e da quel giorno e’ cominciato il nostro viaggio perpetuo. Era il 28 Agosto del 2012.

I nostri progetti sono di continuare questo stile di vita che semplicemente ci rende liberi e ci omaggia di esperienze uniche. Non facciamo grandi piani visto che “on the road” tutto puo’ cambiare da un giorno all’altro. Ci sono altre idee sul fuoco, in primis per un libro di viaggio: un collage di ricordi che abbiamo accumulato durante questi anni abbinati a fotografie ed a piccoli racconti. Per quanto riguarda progetti di film ci sarebbe in cantiere un progetto sul nomadismo, non solo in furgone, ma come esperienza di vita. Sempre piu’ persone lasciano quella che viene definita “rat race” per scegliere una vita piu’ tranquilla, a misura d’uomo. Il nomadismo e’ un concetto molto antico, quando popoli interi si spostavano verso terre piu’ fertili, quando popoli si spostavano per la sopravvivenza. Ora molte persone vogliono semplicemente sfuggire ai ritmi di una vita sedentaria, trovando nuovi spazi, nuovi ritmi e nuovi contatti, sopratutto con la natura.

E’ inutile negare che, come tra l’altro emerge nel tuo film, un fattore fondamentale nella vanlife è quello economico, cioè dove e come reperire il denaro per permettersi questo stile di vita. Che consigli puoi dare a quelli che vorrebbero fare questa scelta?

Difficile dare consigli su questo punto di vista. Come emerso nel film ognuno trova la soluzioneNotte vanlife migliore anche in base alle skill personali. La nostra esperienza e’ stata di portare online quello che prima facevamo offline. Semplicemente costruire una professionalita’ online (tramite marketplace ad esempio) sfruttando internet per poter lavorare in remoto da qualsiasi angolo del mondo. Per chi invece non ha confidenza con il mondo informatico, ci sono comunque molte possibilita’ di lavori stagionali, alla pari o anche la possibilita’ di un lavoro “ambulante”. Bisogna semplicemente avere un po’ di fantasia e voglia di realizzare i propri sogni. Durante questi anni di viaggio abbiamo creato diversi seminari gratuiti in giro per l’Europa, condividendo la nostra esperienza e le soluzioni che abbiamo trovato per sostenere finanziariamente il nostro viaggio. Per chiunque fosse interessato ad avere piu’ informazioni, puo’ semplicemente contattarci tramite i social. Siamo sempre disponibili a rispondere alle piu’ svariate domande.

Quali sono invece gli aspetti negativi (sempre che ce ne siano…) della vita vanlife?

Forse quando abbiamo cominciato il nostro viaggio la lista degli aspetti negativi era piu’ lunga rispetto ad oggi. Sicuramente il nostro stile di vita non e’ dei piu’ comodi ma bisogna mettere tutto sulla bilancia e controbilanciare con l’esperienza di vita data dal viaggio. Ormai, forse data l’abitudine a vivere in furgone, non riesco a trovare la negativita’ in questo stile di vita. Non riesco a vedere la differenza tra la vita in furgone e quella in un appartamento: tutte e due presentano dei problemi ogni tanto, basta non sprecare il tempo pensando al problema, ma trovare la soluzione. Sono certo di aver comunque eliminato molte perdite di tempo e molte situazioni stressanti nella mia vita grazie alle scelte che ho fatto.

 

VANLIFERS: Portrait of an Alternative Lifestyle

Contatti:

Sito internet Westfalia Digital Nomads

Pagina Facebook Westfalia Digital Nomads

Canale YouTube Westfalia Digital Nomads

 





Autore dell'articolo: Simone

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