Danimarca on the road – parte 2

Prosegue la scoperta della Danimarca tra dune di sabbia e splendidi fari

Ripartiamo, stanchi ma soddisfatti, da Legoland: ci accompagna un cielo spettacolare, che piano piano si tinge in diverse tonalità di rosso… un vero piacere stare alla guida!

Interno del Lyngvig FyrDopo un centinaio di chilometri ci fermiamo, per la notte, nel parcheggio del Lyngvig Fyr, che visiteremo l’indomani mattina. Dopo una nottata tranquilla, visitiamo il faro. L’interno è molto bello, con una scala a chiocciola che sale fino alla cima. Il panorama è incredibile e spazia da un lato verso il mare e dall’altro verso la campagna danese.

Ci rimettiamo in marcia e puntiamo il camper a nord: percorriamo la piacevole strada 181. Facciamo la prima sosta di giornata per visitare la selvaggia Houvig Strand, dove i bambini si divertono a rotolarsi nella sabbia. Dopo aver attraversato il ponte del paese di Thorsminde, pranziamo in prossimita delle celebri Bovbjerg Klint. Queste affascinanti falesie sono terreno ideale per i numerosi parapendii che si stagliano nel cielo. Un sentiero permette una bella passeggiata nella natura, e da la possibilità di ammirare da vicino la Ferring Kirke e il Bovbjerg Fyr.

Nel pomeriggio visitiamo, solo all’esterno, l’interessante vecchio mulino contadino di Aa-Mølle e, a pochi chilometri, la nascosta e affascinante spiaggia di Toftum Bjerge: siamo soli e ce la godiamo appieno.

Abbiamo individuato, per la sosta notturna, il parcheggio del celebre Rubjerg Knude Fyr. Per arrivarci percorriamo la panoramica statale 11 (che, all’altezza di Aalborg, diventerà statale 55): sostiamo per cena in un bel parcheggio ai bordi del Limfjord. Anche questa sera il cielo ci regala un tramonto spettacolare. La scelta di passare la notte al punto prefissato si rivelerà vincente: sarà una nottata calma e tranquilla.

Il faro di Rubjerg Knude ha una storia particolare: costrutito nel 1900 sorge su una scogliera a circa 60 metri di altezza dal livello del mare. Per via del rapida erosione della costa, in media 1,5 metri di roccia all’anno, e dello spostamento delle sabbie circostanti, 9 metri ogni anno, è in disuso dal 1968. Ai suoi piedi erano presenti un museo ed una caffetteria, che sono già stati sommersi dalle sabbie. E’ uno dei luoghi simbolo di tutta la Danimarca, anche se sembra di essere nel deserto! Si pensa che nel 2023 il faro potrebbe scomparire totalmente.

Dal parcheggio, con il faro e le dune di sabbia ben visibili, un piacevole sentiero porta nelle prossimità dello stesso: il paesaggio è veramente unico, e c’è forte vento. Anche qui i bambini, ma non solo, si divertono a salire sulle dune e a lanciarsi in discesa!

Prossima fermata è la godibile spiaggia di Lønstrup: il piccolo paese è molto turistico (presenza di un campeggio) ma merita una breve sosta. Ci rilassiamo al mare, scaldati dal sole e cullati dal suono delle onde del mare.

Passiamo la notte, tanto per restare in tema, nel parcheggio del faro di Hirtshals: inutile dire che il tramonto, di colore viola, è spettacolare. Nelle prossimità è interessante la visita al piccolo museo, annesso al bunker risalente al periodo della seconda guerra mondiale.

Siamo così arrivati ad una delle giornate simbolo di questo tour in terra danese: oggi vedremo il famoso incontro dei due mari! Prima però ci aspettano due altri luoghi simbolo di questo tratto di costa: il Råbjerg Mile e la Den Tilsandede Kirke.

Il miglio di Råbjerg è un fenomeno naturale quasi surreale. Si tratta di una vasta area di dune mobili, di circa due chilometri quadrati, che il vento sposta per 15 metri l’anno: si passa improvvisamente dalla tipica vegetazione nordica al deserto. E’ molto divertente e suggestivo camminare su queste dune che arrivano a circa 35 metri di altezza. I bambini ovviamente passano il loro tempo a salire e scendere dalle dune, in questo che sembra una sorta di parco giochi naturale.

La chiesa di Den Tilsandede, ovvero la chiesa insabbiata, è risalente al XVI secolo: per via delle dune mobili spostate dal vento oggi è visibile solo la torre. Il resto è andato distrutto o è insabbiato. E’ un altro luogo affascinante, quasi mistico, che vale assolutamente la pena di essere visto: da qui parte anche un sentiero che raggiunge il Råbjerg Mile.

Dopo pochi chilometri siamo, finalmente, a Skagen. E’ un tipico paese nordico con case basse, con un centro vivo e pieno di negozietti di ogni genere. La zona del porto è una vera chicca: sono presenti parecchi locali in cui mangiare dell’ottimo pesce.

Ultima visita del giorno, è l’appuntamento più atteso: la penisola di Grenen, dove alla sua estremità i due mari, lo Skagerrak e il Kattegat, si uniscono. Per via delle correnti opposte è assolutamente vietata la balneazione e anche la navigazione è difficoltosa. Per arrivarci, una volta parcheggiato il mezzo in prossimità del faro, le opzioni sono due: la prima è una bella passeggiata sul bagnasciuga; la seconda è con il Sandormen, un trattore che traina una specie di vagone. Noi optiamo per passeggiata all’andata e trattore al ritorno.

L’incontro dei due mari è veramente qualcosa di emozionante, le correnti opposte di intrecciano creando giochi d’acqua. Non perdiamo l’occasione di mettere i piedi nel mare e di scattare la foto di rito, a cavallo dei due mari, in questo luogo quasi magico.

Per la notte optiamo per il vicino Skagen Camping: molto ben tenuto e tranquillo, ha l’unica pecca di essere oneroso.

Danimarca on the road: PARTE 1

Autore dell'articolo: Simone

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