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Passo del Ghisallo

Passo del Ghisallo

La salita in bicicletta del Passo del Ghisallo, tempio del ciclismo mondiale

Una fredda giornata di dicembre. Il lago di Como e i suoi paesi sono avvolti da una leggera nebbia. Questa atmosfera, quasi fabiesca, sarà lo sfondo della salita del Passo del Ghisallo, una salita mitica, conosciuta in tutto il mondo, che ha fatto la storia del ciclismo passato e contemporaneo.

Passo del Ghisallo

L’avvicinamento all’attacco dell’ascesa, che si trova nel suggestivo borgo di Bellagio, è piacevole e panoramico: partiamo da Valmadrera, in provincia di Lecco, e seguiamo la statale SP583.

La strada costeggia il ramo di Lecco del lago di Como, regalando scorci di una bellezza unica, sia sul lago che sulle montagne circostanti. Superiamo il piccolo borgo di Onno, meta estiva con le sue belle spiagge ideali per un bagno.

Dopo circa 15 km giungiamo al bivio dove un cartello ci indica l’inizio della salita. Da subito le pendenze impegnative, di quelle che restano nelle gambe: 8%, 10.6% (con un tratto al 14%). Per gli iniziali 4 km non si scende mai sotto l’8.2%. La strada comunque è piacevole, e si snoda tra boschi che sembrano essere a guardia del territorio.

Arriviamo, a circa metà ascesa, ad un tratto di falsopiano che precede, in prossimità dell’abitato di Civenna, una breve discesa in cui ci dissetiamo con tranquillità.

La strada ritorna a salire per gli ultimi circa 2 km e ritroviamo le pendenze iniziali, con tratti sino al 12%. Ma quasi all’improvviso, nella nebbia autunnale, intravediamo il famoso santuario della Madonna del Ghisallo, le cui campane suonano ogni volta che il Giro di Lombardia passa su queste strade.

Ci troviamo in un luogo mitico, teatro di battaglie sportive con protagonisti dal calibro di Fausto Coppi e Gino Bartali.

Posto sul punto più alto, a 754 metri, è imperdibile la visita al piccolo santuario, che costudisce una serie di reperti ciclistici di prim’ordine: dalla bicicletta di Coppi a quella del mai dimenticato Fabio Casartelli, oltre ad una collezione unica di maglie gialle del Tour de France.

Fabio Casartelli A poca distanza sorge il Museo del Ciclismo, inaugurato il 14 ottobre 2006: contiene una raccolta di oggetti legati al mondo del ciclismo unica nel suo genere. Possiamo per esempio trovare 50 maglie rosa e 30 biciclette dei più grandi campioni delle due ruote: in tutto sono 2000 gli oggetti inventariati.

E’ tempo di lasciare, con un pizzico di nostalgia, questo luogo quasi mistico. La veloce discesa ci porta ad Asso (dove notiamo, sulla destra, la deviazione per un altra salita di altri tempi: il terribile Muro di Sormano), e quindi a Canzo. Costeggiamo il piacevole lago del Segrino e dopo un altra veloce discesa siamo sulla SP639, che ci porta al paese di Suello. Ancora qualche chilometro e giungiamo, soddisfatti, al punto di partenza.

Una salita da rispettare e da temere, una salita che ha visto protagonisti grandi uomini e grandi eroi, teatro di grandi imprese.



QUALCHE INFORMAZIONE

GhisalloIl Passo del Ghisallo si trova nel comune di Magreglio a 754 m. La salita è lunga 9 km e ha un dislivello complessivo di poco inferiore ai 500m.

Sono molteplici, in zona, le possibilità di sosta dei nostri mezzi: a Valmadrera possiamo lasciare il camper presso i parcheggi della frazione Parè; a Civate, paese confinante, possiamo parcheggiare in via Baselone. In vetta possiamo lasciare il mezzo nei pressi del passo.

Sono presenti anche diversi campeggi: uno lo possiamo trovare in località Onno (Camping La Fornace); un altro poco sotto il passo (Campeggio Internazionale Madonna del Ghisallo) e uno a Civate (Camping 2 laghi).Passo del Ghisallo, altimetria

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