Il Muro di Sormano

Una delle salite più dure d’Italia e d’Europa: il Muro di Sormano

Svolto a sinistra: vedo la striscia di asfalto farsi largo tra la vegetazione. Ho il cuore che sembra esplodere: un misto di emozione, angoscia, tensione. In questo preciso istante solo una cosa ha importanza nella mia vita: i 1700 metri che mi separano dalla cima.

Muro di Sormano

Dopo aver affrontato il passo del Ghisallo qualche giorno fa, mi rimbalza nella testa l’idea di andare a salire il durissimo Muro di Sormano.

Sebbene ho più di un dubbio sulla mia condizione atletica, parto. Sono perfettamente conscio del fatto che mi aspettano, prima di arrivare all’attacco del muro, una ventina di chilometri di cui una buona parte di salita: me la prendo con calma.

Supero, approfittando della deserta pista ciclabile, il piacevole lago del Segrino, luogo adatto per una piacevole scampagnata con bambini al seguito. Arrivo quindi al paese di Canzo, un tempo rinomato luogo di villeggiatura frequentato dalla borghesia milanese: da non perdere una visita alla cappella di San Michele o al battistero di Villa Meda.

Esco dal limitrofo borgo di Asso e inizio la salita che mi condurrà al paese di Sormano: anche se siamo nel mese di dicembre la temperatura non è esageratamente fredda ed è un piacere pedalare.

Nella mia testa ho i pensieri più disparati. Il muro, è un mito per chi ama il ciclismo come me. La prima volta che lo feci, tantissimi anni fa, scesi dalla bicicletta almeno 5-6 volte. Il mio obiettivo è farcela senza mettere piede a terra. So che sarà fondamentale rimanere concentrati sulla strada e tenere a bada le emozioni.

Un cartello mi indica di svoltare a destra: sono a un chilometro dal muro. Attraverso il sonnacchioso nucleo abitato di Sormano, e all’improvviso mi ricordo di quando passavo con i miei genitori e i miei fratelli su queste strade, per la più classica delle gite domenicali. Sorrido.

Anche l’ultima abitazione mi saluta. Lo intravedo nella nebbia: svolto a sinistra. Sono eccitato come se avessi un appuntamento galante.

Ora siamo soli: io e te. A rendere tutto magico la nebbiolina che ci avvolge.

E’ indescrivibile la difficoltà, anche mentale, che si prova a fare un’ascesa del genere. Le gambe, come si dice in gergo, “bruciano”, il cuore batte all’impazzata. In alcuni tratti, i più ripidi, faccio quasi fatica a tenere a terra la ruota anteriore: rischio di impennare!

Ma quando finisce! Cerco di distrarmi leggendo l’altitudine disegnata sulla strada. Il secondo tornante: lo supero restando a sinistra. Le pendenze non diminuiscono, la nebbiolina mi ha lasciato ma non oso alzare la testa per guardare il panorama.

Ecco in fondo l’ultimo tornante: sembra non arrivare mai. Lo supero e, finalmente, vedo la sbarra che segnala la fine. Slalom per superarla senza mettere piede a terra e, con una gioia infinita, sono alla Colma di Sormano.

Scendo, appoggio la bicicletta e mi guardo intorno. Sono solo. Mi sento in cima al mondo.

INFORMAZIONI PRATICHE

Il Muro di Sormano si trova in Lombardia, in provincia di Como. Si raggiunge salendo, dall’abitato di Pusiano, la SP42 che diventa poi SP41 al bivio per Erba. Si seguono le indicazioni per Canzo, Asso. Superato quest’ultimo si lascia sulla destra la strada che sale al passo del Ghisallo e si segue la SP44 in direzione Sormano. Superato il paese, si trova la deviazione sulla sinistra. In discesa è consigliato fare la strada che aggira il muro.

La salita è lunga 1700 metri, con una pendenza massima del 24%. Venne percorsa per la prima volta da una gara professionistica nel 1960, quando Vincenzo Torriani la inserì nel Giro di Lombardia di quell’anno: il tratto fu così duro che alcuni corridori, anche per via dei rapporti di allora, dovettero percorrerla a piedi. Caduto in disuso, nel 2006 è stato ristrutturato e reso fruibile ai ciclisti. Nel 2012 ha fatto nuovamente il suo ingresso nel Giro di Lombardia.

Il lago del Segrino è un bacino prealpino di origine glaciale: una pista ciclabile ne percorre il perimetro. Lunga circa 5 chilometri è adatta a famiglie con bambini.

L’osservatorio astronomico della Colma di Sormano è una vera chicca della zona e gode di una posizione privilegiata. Ne consigliamo la visita, consultando sul sito web le aperture.

Colma di Sormano

Con il camper si può sostare, come ho personalmente fatto io parecchie volte, alla Colma di Sormano, nel parcheggio dell’osservatorio astronomico. La sosta è consentita e tranquilla. Da qui partono diversi sentieri escursionistici, tra cui il più bello è sicuramente quello che porta al Monte San Primo. In inverno, con innevamento, è possibile anche fare la salita con le ciaspole o gli sci da alpinismo. Altro punto sosta consentito sono i parcheggi presso il lago del Segrino.

NOTA: tutte le fotografie del muro sono state fatte in discesa, in quanto è impossibile farle durante l’ascesa.

Non è di certo mia intenzione far passare questa esperienza per un’impresa: con un allenamento adeguato tutti la possono affrontare e portare a termine. Ho solo cercato di descrivere le mie sensazioni, in quanto è una salita simbolo del ciclismo passato e presente. Nessun altro sport, come questo, permette di “giocare” nel campo da gara dei professionisti.

Un ultimo importante pensiero: percorrendo le strade con la bicicletta, è sconcertante notare come ai bordi di esse il pattume e l’immondizia abbondi. Questo aspetto mi fa tristezza e tanta rabbia. Ma vogliamo veramente continuare a deturpare la nostra terra e lasciare un mucchio di rifiuti ai nostri figli?

Simone Autore

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