L’Artica: la classica d’inverno

L’Artica: la classica d’inverno

Ottima cucina. Ottima birra e ottimo vino. Due percorsi. Strani personaggi con strane biciclette usciti direttamente dal 1970: ecco gli ingredienti de L’Artica, la classica – gelida – invernale riservata esclusivamente a bici d’epoca.

Mancano ormai una manciata di giorni alla settima edizione de L’Artica, la ciclostorica che si terrà domenica 27 gennaio sui Colli Berici, con partenza e arrivo nel comune di Lonigo.

Io, con la mia Rossin del 1978 e il mio van Helix, ci sarò. Devo confidare che sono molto emozionato dall’idea perchè, sarà la prima volta in cui, come si dice in gergo, attaccherò il numero alla maglia.

Ho già avuto la fortuna di partecipare come fotografo a L’Eroica, la più famosa classica del mondo delle biciclette in acciaio. Ne sono rimasto folgorato per l’organizzazione, per l’ambientazione, per il cibo, per le persone che ho avuto la fortuna di conoscere. Sono venuto così a conoscenza de L’Artica, e senza pensarci due volte mi sono iscritto. Eccomi ora pronto, tre mesi dopo, a questa nuova avventura.

Ho contattato il vicepresidente de L’Artica ASD, Francesco Brojanigo, che ci ha raccontato la storia e l’attualità di questo evento cresciuto in modo esponenziale negli anni.

Grazie Francesco di aver accettato il mio invito. Come prima cosa ti chiedo: da cosa nasce l’idea de L’Artica?

Ci siamo avvicinati, sette anni or sono, al ciclismo con la bicicletta a scatto fisso: ci siamo ispirati all’Eroica e ci piacevano le bici in acciaio. Questo perchè costavano poco e molte volte erano di recupero: nella zona del Veneto dove abitiamo c’è una forte cultura del ciclismo, ci sono molte squadre ed è abbastanza semplice trovare telai e biciclette d’annata.

Dopo esserci organizzati e è nata la prima edizione, a gennaio durante i giorni della merla: eravamo in 14! E’ stata quasi una pazzia: faceva un freddo cane, non avevamo materiale tecnico: eravamo vestiti con maglioni di lana e leggins sotto i pantaloni. Una sfida che, ad oggi, possiamo dire vinta.

Chi c’è dietro l’organizzazione della ciclostorica?

L’ASD Artica, che è composta fondamentalmente da due persone: il Presidente, Francesco Noro ed il Vicepresidente che sono io. Inoltre un aiuto fondamentale arriva da Alessandra, moglie del Presidente, che cura tutto l’aspetto burocratico. Abbiamo poi, fortunatamente, molte altre persone che ci danno una grossa mano.

Negli anni la manifestazione è cresciuta: quanti iscritti vedremo alla partenza di domenica 27?

Ad ora (venerdì 18 gennaio) abbiamo 600 iscritti, ed è già record rispetto ai 534 della passata edizione. Penso che possiamo tranquillamente ambire ai 700.

Parliamo dei percorsi: anche in questa edizione, come in quella passata, non ci sarà il percorso lungo. Come mai?

Quest’anno avremo due percorsi: il corto di circa 25 km e il medio di circa 60 km con 800 metri di dislivello. Il lungo lo abbiamo proposto due anni fa sulla distanza dei 110 km. Era un percorso molto bello che arrivava fino al lago di Fimon ma per una realtà comunque piccola come la nostra si è rivelato di difficile gestione soprattutto per una questione di sicurezza. C’erano dei tratti, soprattutto in discesa, molto impegnativi e controllare il percorso la mattina è stato difficoltoso: alcune zone erano pure innevate. Stessa cosa presidiarlo per tutta la giornata, perchè comunque abbiamo visto persone che sono arrivate a Lonigo alle sette di sera al buio e al freddo.

Lo abbiamo inserito perchè in tanti ce lo avevano chiesto ma abbiamo visto che non era quello che volevamo proporre: il ciclista, anche quello più evoluto, che partecipa a L’Artica cerca altre cose, cerca convivialità, cerca persone con cui chiacchierare durante il percorso e quello lungo andava un pò fuori questi canoni.

Un’ultima battuta: perchè un ciclista deve partecipare a L’Artica?

Il nostro motto è: riscoprire l’essenza del ciclismo. Credo che gli ottimi risultati che abbiamo avuto, in parallelo con il decadimento delle gran fondo classiche, sia perchè il ciclista non cerca più l’agonismo a tutti i costi: la dimostrazione è il successo che stanno avendo le bici gravel. La filosofia è la stessa: vivere il ciclismo in modo diverso, in modo lento come lo definiamo noi, con la convivialità, con i ristori.

Con la nostra ciclostorica si ha la possibilità di scoprire il territorio, cioè i Colli Berici che sono stupendi, ma sopratutto conoscere i sapori della nostra zona. Ai ristori si potranno trovare birra (Cimbra) e trippa; e al terzo, che è la nostra punta di diamante e sembra veramente di entrare in un’altra epoca, il baccalà alla vicentina con polenta, croste di formaggio ai ferri e pancetta ai ferri. Sono sapori tipici della nostra zona su cui puntiamo per far conoscere il nostro territorio.

 

L’appuntamento quindi è per il prossimo fine settimana, a Lonigo in provincia di Vicenza: la manifestazione ha un ricco programma di appuntamenti che potete trovare sul sito ufficiale.

Segnalo tra l’altro che, per i camper, è stato adibito il parcheggio del comune di Lonigo a pochi metri dalla partenza, completamente gratuito. Questo è un grande segnale di apertura verso il mondo dei veicoli ricreazionali e conferma come il binomio camper + bicicletta sia vincente e vada incentivato in tutte le direzioni. Complimenti per questa scelta agli organizzatori!



Le foto pubblicate in questo articolo sono del fotografo Alessandro Lazzarin: per contatti www.alessandrolazzarin.it o https://www.facebook.com/alessandrolazzarinfotografia.

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