L’Eroica di Gaiole

L’Eroica di Gaiole

L’Eroica di Gaiole: il ciclismo degli eroi

Immaginate le colline toscane, dolci, verdi e misteriose. Immaginatele punteggiate di vigneti, quelli da cui nasce uno dei vini migliori d’Italia, il Chianti. Ora immaginate le strade “bianche” che le attraversano, polverose, ripide e tortuose che sembrano quasi incutere timore. Questi, e molti altri, sono gli ingredienti di una manifestazione ciclista unica nel suo genere. Evento mondiale che ha radici, e ragione, lontane nel tempo.

L’Eroica di Gaiole è una cicloturistica nata ormai 22 anni fa, che ha come fine quello di rievocare il cosidetto “ciclismo di un tempo”: infatti i partecipanti dei vari percorsi che si incastonano nella regione del Chianti, hanno la caratteristica (e l’obbligo) di usare bici d’epoca in acciaio e indossare abiti sempre d’epoca.

L'Eroica di Gaiole

Noi, dopo aver partecipato lo scorso anno solo come fotografi e spettatori, quest’anno faremo il percorso cosidetto delle “crete senesi“: 135 km tra polvere, borghi medievali e la temuta salita di Monte Sante Marie.

Ma cosa si prefiggono gli inventori di questa, splendida, manifestazione? In primis la salvaguardia del terrotorio. Le strade bianche sono un patrimonio italiano e proprio grazie alla bici ora fanno parte di un progetto di tutela nazionale, un pò come i famigerati tratti in pavé nel nord della Francia. In parallelo a questo è stato creato un percorso permanente, il cosidetto percorso “lungo” di 209 km, fruibile tutto l’anno. Esso attraversa il Chianti, la Val d’Arbia e la Val d’Orcia passando per Montalcino ed è percorso ogni anno da centinaia di turisti, molti dei quali esteri.



L’Eroica di Gaiole non è solo la cicloturistica: il paese, di 2700 anime, nella settimana che precedere l’Eroica viene “invaso” da eroici di tutto il mondo. Il piccolo borgo si veste a festa con mercatini ciclistici di ogni genere (soprattutto d’epoca), banchetti gastronomici tipici e eventi. Tra gli eventi, per i più piccoli, c’è la mini-eroica, dove i bambini sfilano per le vie del paese.

Gli iscritti dell’edizione del 2019, che si terrà domenica 6 ottobre, sono 7000, e anche solo l’iscrizione, considerate le innmerevoli richieste, è un’impresa.

Con questo primo articolo vorremmo parlare del vero spirito eroico, intervistando anche chi in questi anni ha preso parte a questo evento unico nel suo genere.

Eroica

Alessio Stefano Berti è un eroico che amministra un gruppo Facebook che conta più di 15.000 iscritti e che organizza il concorso “Barba e/o baffi Eroici“.

Ci puoi descrivere quello che l’Eroica rappresenta per te?

L’Eroica è qualcosa di speciale, di unico. Per uno come me appassionato di storia del ciclismo fu un amore a prima vista, una vera e propria folgorazione.
L’Eroica è la Mecca del ciclismo d’epoca, è il punto di riferimento per tutti noi cosidetti “ciclostorici”, e poi il poter pedalare insieme in mezzo alle colline del Chianti, attraversare la Val D’Orcia e le Crete Senesi è un qualcosa di indescrivibile.

A quante edizioni hai partecipato e come hai visto, negli anni, cambiare e mutare questo evento?

Quest’anno è la quattordicesima volta che partecipo a L’Eroica, quando ho cominciato ci conoscevamo tutti, era una bellissima manifestazione che riusciva a radunare molti appassionati, si aspettava per un anno che arrivasse la settimana Santa de L’Eroica, ora fondamentalmente non è cambiato nulla se non il fatto che da una bellissima manifestazione sia diventata un fenomeno universale…e tutti con lo stesso spirito e la stessa passione, meglio così no?

Qual’è il vero spirito che accompagna questa manifestazione?

Fondamentalmente l’amore nei riguardi di uno sport che ha segnato la nostra storia, e poi chi meglio del suo creatore Giancarlo Brocci può riassumere l’essenza dello spirito eroico? LA BELLEZZA DELLA FATICA E IL GUSTO DELL’IMPRESA.
Lo spirito che accompagna la manifestazione è ritrovarsi tutti a Gaiole, è frugare tra il mercatino per vedere se troviamo quel pezzo di bicicletta che ci manca per completare quella che stiamo restaurando, è partire alle 5 del mattino e vedere il sole sorgere su Siena, è la ribollita ai ristori, è avere i crampi sulla salita di Sante Marie ed essere fieri di essere li, è l’arrivo in piazza, magari quando è già buio e tutti ti appaludono… è poterne parlare per un anno intero aspettando la prossima edizione… l’Eroica è tutto questo e molto di più.
Ah dimenticavo, qualcuno ci partecipa anche per una questione di moda, ma tanto poi ne rimane stregato e deve ritornarci, del resto è così.

Gaiole Eroica

Tu organizzi il concorso Barba e/o baffi Eroici, da cosa nasce questa idea?

L’Idea nasce un po’ di tempo fa e subito sostenuta con molto entusiasmo dalla dirigenza de L’Eroica.
A mano a mano che gli anni passavano notavo che i ciclisti alla partenza della domenica dedicavano sempre più cura al loro abbigliamento da corsa e alle loro biciclette, ma nel contempo vedevo gente sempre più curata nell’abbigliamento e ne look durante i giorni antecedenti alla manifestazione, insomma già dal giovedi si vedevano girare molte persone con baffoni e barbe curatissime e vestiti elegantissimi… sembrava di essere tornati nella belle epoque.
Allora mi è venuto in mente di creare una specie di concorso di bellezza per ciclisti d’epoca che negli anni ha riscosso e sta riscuotendo un bel successo… perché oltre alla barba e baffi la giuria valuterà pure l’eleganza e il portamento dei partecipanti.
Mi permetto di dire poi che la giuria è costituita da personaggi quantomeno straordinari e mi permetto di elencarli… Roberto Apolloni, Jacopo Ruotolo e Daniele Facchino… anche se in verità non avrebbero bisogno di presentazione tanto sono famosissimi nel nostro ambiente.

Quali sono, secondo te, i tre buoni motivi per partecipare anche da solo da spettatore all’Eroica di Gaiole?

L’Eroica è un vero e proprio stile di vita. È l’idea di rievocare le imprese di Girandengo, Coppi, Bartali, un salto nel tempo in bicicletta. È l’essenza del ciclismo.
E se posso aggiungere… l’Eroica è da vivere senza tante parole, saranno le emozioni a parlare per noi.

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